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I Monti e Parchi di Ischia

Il giorno dopo una fresca pioggia non c’è posto più bello del Monte Epomeo. L’orizzonte è chiarissimo e si dice che si possa vedere anche la strada che porta a Roma. Di certo Capri, Napoli e l’intera costa campana brillano, offrendo un panorama unico e nitido dell’isola di Ischia.
Nei boschi che coprono i versanti di Monte Epomeo, l’aria è sempre fresca e nei mesi autunnali, dopo abbondanti piogge, spuntano frutti freschi di bosco e funghi selvatici.
Il Monte Epomeo è il punto più alto dell’isola. Domina da 780 metri sul livello del mare e spesso è confuso con il vulcano dell’isola. Di fatto, Epomeo è un monte creato dall’attività sismica che ha provocato l’innalzamento del terreno. Il vero cratere di Ischia si trova a nord-est ed è il Monte Rotaro.
Il Monte Epomeo è solo un punto di partenza per un’escursione immersa nella natura. Una lista di percorsi chiave offre delle varianti per la scoperta dei luoghi a seconda della geografia e dell’habitat.

“Il sentiero della Maddalena” ; “Il sentiero del grande cratere”; “Il sentiero delle antiche cantine” , “Il sentiero del santuario” ; “Il sentiero delle baie” , “Il sentiero del Monte” ; “Il sentiero panoramico” , “Il sentiero della fonte” .



Storia vulcanologica

L’isola di Ischia fa parte di un territorio vulcanico che comprende l’area dei Campi Flegrei e del Vesuvio. Il pilastro tettonico del Monte Epomeo spicca tra i rilievi tettonici di Ischia, mentre l’area pianeggiante è compresa tra Casamicciola, Barano e Ischia Ponte. L’isola ha numerosi centri eruttivi e formazioni piroclastiche.
La geomorfologia di Ischia è divisa in due parti, il vecchio e il nuovo ciclo. Di certo in termini antropologici il ciclo cosiddetto "nuovo", è pur sempre relativamente vecchio, di circa 55.000 anni. Il ciclo “vecchio” si riferisce al periodo antecedente al flusso di tufo verde alla base del monte Epomeo.
L’attività vulcanica effusiva ed esplosiva, da 150.000 a 75.000 anni fa, ha formato l’area di Carrozza e Scarrupata di Barano. Le cupole di lava di Punta Imperatore, Capo Negro, Punta Chiarito, Sant’Angelo, Punta della Signora, Capo Grosso, La Guardiola, Monte Vezzi, Castello d’Ischia e Monte Vico, sono tutte emerse durante l’ultima parte di questo vecchio ciclo.
Il ciclo "giovane", d’altra parte, si riferisce al periodo in cui ebbe inizio la fuoruscita del flusso di tufo verde e oltre. Le prime formazioni sono state quelle di Pignatiello, Epomeo e Citara.
A seguire, vari flussi di lava ed eruzioni esplosive hanno fatto emergere il cono di Zaro, il complesso del Monte Rotaro e Montagnone Maschiatta.
L’eruzione vulcanica più recente è stata quella del Monte Rotaro nel 1301 a. C., sul lato nord-est dell’isola. In seguito, Ischia subì vari terremoti considerati minori dal punto di vista geofisico, ma ugualmente disastrosi per le vittime causate.
La peggiore delle attività vulcaniche è avvenuta nel 1800 e nel 1833 nell’area di Casamicciola Terme, in cui si persero 1784 persone. Il ventesimo e ventunesimo secolo, fino ad adesso, sono stati periodi di relativa pace e calma.
Gli unici indicatori della continua attività vulcanica di Ischia sono le benefiche sorgenti termali e fumarole, che fuoriuscendo dalle crepe, trasmettono una piacevole sensazione di benessere agli abitanti del luogo e ai visitatori dell’isola.


I Parchi

Cos'era, una fata dietro quel pino? Sarà un capitano di mare quello che dorme oltre il cactus? Forse l'immaginazione va a ruota libera, ma nella pineta di Faiano, i bambini di tutte le età possono giocare a Peter Pan e Trilli in questa selvaggia palestra del bosco.
Il castagneto dell'Epomeo e il bosco di acacie "Frassitelli" si prestano per lunghe escursioni.
Il profumo del parco invita ad una passeggiata dopo pranzo tra le vie del centro di Ischia verso il bosco della Falanga, ricco di animali e reperti di fossili marini. Di seguito, è possibile approfondire meglio ciò che evocano questi giardini.

Pineta di Faiano

Dopo il flusso di lava nel 1302 a.C., l'area nord-est dell'isola fu resa infertile, e venne sopranominata "l'Arso",o terra bruciata. Cinque secoli dopo, un botanico fu impiegato per inverdirla e la foresta di pini di Faiano divenne un suo capolavoro.
E' la più grande pineta dell'isola e rappresenta un'oasi fresca composta da arbusti dai tronchi alti, profumi e ombre, un ottimo parcogiochi anche per i più piccoli.
Le funi, le reti, l'equipaggiamento per le scalate di Faiano sono solo l'inizio delle mille sorprese che regala Faiano. Oltre all' equipaggiamento, c'è anche una pista da corsa all'aria aperta, perfetta anche per lunghe e confortevoli passeggiate.
In cima è come vedere una cartolina del Castello Aragonese, l'isola di Vivara e Procida e l'intera costa napoletana.

Bosco della Falanga

La Falanga è un'ampia foresta, dove si intravedono conigli selvatici e meravigliosi falchi, tra alberi di castagni, perfetta per la raccolta di noci e la ricerca dei funghi porcini.
Di grande interesse sono le case di pietra ricavate dalle rocce di tufo, così come i recipienti di acqua piovana e i pozzi. La Falanga si trova accanto al bosco Frassitelli, perfetto per lunghe spedizioni di trekking su per il Monte Epomeo o giù verso la zona di Forio.